lunedì 21 novembre 2011

Un modo alternativo di utilizzare FB


Ecco qui una piccola prova di discussione attraverso FB che possa essere un pò più seria... Non è nel mezzo il problema ma sempre in chi lo usa. Questo il piccolo dialogo sulla speranza guidato da Padre Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose. 

martedì 15 novembre 2011

lunedì 7 novembre 2011

Percorso musicale sulla pace

Qui di seguito i testi e i link per i brani del percorso musicale sulla pace...
Ascoltate e leggete!!!!



lunedì 24 ottobre 2011


Qui di seguito il link per il discorso completo del papa Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 2011: Libertà religiosa via per la pace

Lezione e lectio

Per iniziare il testo completo di un grande autore russo, Pavel Aleksandrovic Florenskij, sul significato di una vera lezione, dell'opera d'arte chiamata lezione.

L’Osservatore Romano
25 marzo 2010

Un inedito sull'educazione
La lezione
di una lunga passeggiata

Nel 1910 giovane docente dell'Accademia teologica di Mosca, Florenskij iniziò un corso di lezioni sulla storia della filosofia. Quando le diede alle stampe, nel 1917, vi premise una breve introduzione metodologica, dove, esponendo la sua originale didattica, metteva in gioco i principi fondamentali del suo modo di concepire l'insegnamento. Queste brevi pagine, spesso citate ma fino a oggi inedite in italiano, saranno pubblicate nel prossimo numero della rivista "La Nuova Europa" che quest'anno compie cinquant'anni di attività, nell'articolo "Lezione e lectio", che riportiamo integralmente.
di Pavel Florenskij
Benché pòiema significhi esattamente "creazione", dovremmo rimanere giustamente perplessi se ci si mettesse a chiamare indifferentemente "poema" qualsiasi creazione. Ma c'è un genere particolare di opera letteraria che ha perso qualsiasi specificazione, al punto che la sua natura finisce per identificarsi col significato etimologico del suo nome. Si tratta appunto della lezione. Giustamente lectio significa lettura.
Ma attaccandosi a questo appiglio linguistico, capita spesso che si applichi il nome "lezione" a qualsivoglia opera letteraria, dissertazione scientifica, articolo di rivista o appendice di giornale, purché venga letta (o pronunciata) davanti a un pubblico; così facendo non si tiene però conto del fatto che, sebbene il nome lezione derivi da lectio, le due cose non sono affatto uguali. Sono concetti subordinati:  da un lato non necessariamente una lectio è una lezione, e dall'altro non necessariamente una lezione dev'essere letta davanti a degli uditori, ossia essere una lectio, perché le lezioni possono venire alla luce anche direttamente in forma stampata.
Potrà sembrare che siano ragionamenti eccessivamente scolastici e che si tratti soltanto di una disquisizione sui termini. Sì; ma per colpa dell'imprecisione nell'uso delle parole, finisce che il genere stesso delle opere letterarie cui si può legittimamente attribuire il nome di "lezione" perde la sua fisionomia specifica; un nome nebuloso impedisce di riconoscere distintamente le prerogative che si richiedono a una lezione dal punto di vista della forma, e la lezione, senza che l'autore se ne renda conto, finisce per confondersi con altri generi letterari.
All'atto di dare alle stampe una serie di saggi - un ciclo di lezioni che aveva lo scopo di esaminare lo snodo del pensiero antico in cui la filosofia greca si salda organicamente con la religione greca, all'epoca del Rinascimento ellenistico del vi secolo - l'autore ritiene necessario indicare alcune caratteristiche, che definiscono la natura della lezione in quanto tale. E dunque, cos'è una lezione? È innanzitutto un genere particolare di opera letteraria di carattere didattico, ossia scolastico (non scientifico). E tuttavia un libro di testo, ancorché lo si legga dalla cattedra, non diventerà mai per questo una lezione né un corso di lezioni.
Il rapporto che c'è tra il libro di testo e il corso di lezioni è paragonabile al rapporto che c'è tra il meccanismo e l'organismo. I primi termini di questa proporzione (libro di testo, meccanismo) sono costruiti secondo un piano prestabilito, studiato fin nei minimi particolari ed esterno rispetto al materiale che realizza questo piano e quindi assolvono il loro compito proprio alla perfezione ("con la precisione di un meccanismo") anche se, a dire il vero, entro un cerchio già stabilito e con un diametro infinitesimale.
I secondi termini della proporzione (lezione, organismo) invece, si caratterizzano per la naturalezza e la libertà della costruzione, e proprio in forza di questo hanno un funzionamento multiforme, imprecisabile a priori; in compenso, però, non arrivano alla precisione assoluta nelle proprie azioni ("l'uomo vivo non è una macchina"); la loro crescita è un atto di creazione che si manifesta in ogni dettaglio della loro struttura, mentre il libro di testo e il meccanismo, a essere precisi, non crescono nemmeno ma semplicemente vengono messi insieme, costruiti con parti preconfezionate.
Al contrario, pur attenendosi rigidamente alla direzione generale, alla corrente generale, a un generale progetto di pensiero, in un corso di lezioni, la lezione non procede in linea retta, totalmente rinchiusa in una formula razionale ma, come l'essere vivente, sviluppa i propri organi, rispondendo ogni volta alle esigenze che si manifestano in corso d'opera. In tal senso non sarebbe fuori luogo definire la lezione ideale una sorta di colloquio, di conversazione tra persone spiritualmente prossime. La lezione non è un tragitto su un tram che ti trascina avanti inesorabilmente su binari fissi e ti porta alla meta per la via più breve, ma è una passeggiata a piedi, una gita, sia pure con un punto finale ben preciso, o meglio, su un cammino che ha una direzione generale ben precisa, senza avere l'unica esigenza dichiarata di arrivare fin lì, e di farlo per una strada precisa. Per chi passeggia è importante camminare e non solo arrivare; chi passeggia procede tranquillo senza affrettare il passo.
Se gli interessa una pietra, un albero o una farfalla, si ferma per guardarli più da vicino, con più attenzione. A volte si guarda indietro ammirando il paesaggio oppure (capita anche questo!) ritorna sui suoi passi, ricordando di non aver osservato per bene qualcosa di istruttivo. I sentieri secondari, persino l'assenza di strade nel fitto del bosco lo attirano col loro romantico mistero. In una parola, passeggia per respirare un po' di aria pura e darsi alla contemplazione, e non per raggiungere più in fretta possibile la fine stabilita del viaggio, trafelato e coperto di polvere. Allo stesso modo, l'essenza della lezione è la vita scientifica in senso proprio, è riflettere insieme agli uditori sugli oggetti della scienza, e non consiste nel tirar fuori dai depositi di un'erudizione astratta delle conclusioni già pronte, in formule stereotipate.
La lezione è iniziare gli ascoltatori al processo del lavoro scientifico, è introdurli alla creazione scientifica, è un modo per insegnare attraverso l'evidenza e addirittura sperimentalmente un metodo di lavoro; non è la semplice trasmissione delle "verità" della scienza nella sua fase "attuale", "contemporanea".
Infatti che cos'è, in questo senso, la "verità" scientifica? Non è forse come il vento che non posa mai? Non è come l'onda che scivola via nell'instancabile risacca? Non è un processo inarrestabile? In una parola, non è un'energia viva, l'energèia, in contrapposizione alla cosa sclerotizzata, l'èrgon? Ma a parte questo, se la questione si riducesse esclusivamente alla trasmissione di "verità" già confezionate, la lezione diventerebbe assurda e priva di scopo.
Il libro di testo è sempre l'esito di un lavoro più ponderato della lezione; il libro di testo realizza questo compito infinitamente meglio di qualsiasi lezione. D'altra parte, leggere un libro di testo, anche il più brillante, a un intero uditorio in grado di leggere è un esercizio decisamente inutile dopo l'invenzione di Gutenberg. Sarebbe come se una cucitrice, messa da parte la macchina Singer, volesse cucire con una spina di pesce.
Ma se l'essenza della lezione è effettivamente tale, ne deriva un certo numero di segni particolari che differenziano fortemente la lezione da altri generi di opera letteraria. Innanzitutto, ha interesse per le minuzie, i particolari, i dettagli, le caratteristiche più infinitesimali che delineano il fenomeno studiato nella sua viva individualità e non solo "in generale", schematicamente. Sia l'oratore che l'ascoltatore si sentono nella situazione di un uomo che non è assolutamente obbligato a galoppare sui cavalli di posta, ma ha il diritto di perdere un po' di tempo con il sassolino o il filo d'erba che, fuori programma, hanno attirato il suo interesse.

domenica 23 ottobre 2011

Benvenuti!!!!!

Ecco le prime prove di questo blog dove potrete trovare, miei cari studenti, materiali di approfondimento delle lezioni, spunti di diverso genere e tanto altro. 
Potrete poi suggerire voi stessi le più svariate tematiche e ciò che più vi aggrada.
Con l'augurio che questo piccolo esperimento possa aiutarvi e esservi gradito...
Buon Anno Scolastico
P.S. Per poter essere ammessi come amministratori dovete iscrivervi al blog tra i lettori ed io, poi, vi renderò abilitati ad inserire non solo commenti ma anche post indipendenti...